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SUMO SPORTIVO
 

NAZIONALE ITALIANA

Quest’anno il grande circo del judo europeo si è fermato a Visegrad, ridente cittadina ungherese sulle rive del Danubio. La federazione magiara, che ha avuto pochissimo tempo per organizzare la manifestazione, si è mostrata attenta e originale sia nell’ospitalità che nella scelta di far svolgere il torneo sotto un tendone: quello appunto di un circo.
Questi campionati Europei di Sumo Sportivo sono stati particolari in quanto per la prima volta anche i cadetti ovvero gli under 18, oltre che agli juniores under 21 e ai seniores over 21.
Sul dohyo d’argilla si sono dati battaglia atleti provenienti da 20 nazioni europee:come sempre molto nutrita e agguerrita la componente proveniente dall’est europeo.
La prima giornata di gara è stata una vera e propria maratone di sumo, in quanto, nelle categorie di cadetti e junior erano presenti innumerevoli atleti, al di sopra delle più rosse aspettative degli organizzatori. Quindi il programma di gara si è rivelato più lungo del previsto iniziando alle ore 7 con il peso e terminando alle ore 24 con le premiazioni delle varie categorie.
Per quanto riguarda la nostra rappresentativa i numeri non hanno tardato a farsi attendere: la debuttante Anna Polon dopo vari combattimenti in cui ha dimostrato intelligenza e preparazione tecnica si è aggiudicata l’oro nella categoria cadette fino a 70 Kg battendo in finale l’atleta ucraina Ulia Tornska. Dal canto suo l’altra atleta Valentina Gover non si è fatta pregare: con estrema decisione e una certa sfrontatezza è giunta in semifinale, dove ha dovuto cedere di un niente alla vincitrice della categoria. Subito ripresasi ha sconfitto l’atleta estone esi è aggiudicata il bronzo nella categoria cadette –50 Kg.
Nella stessa giornata si sono cimentati anche i cadetti maschi Antonio Lagroia –80 Kg, Martina Luca –80 Kg e Davide Menegon nei –100Kg che hanno dimostrato ottima tecnica nel loro debutto. Se nella gara individuale l’inesperienza si è fatta sentire, un quinto posto in quella a squadre non può essere che un ottimo segnale di adattamento ad un livello altamente competitivo.
La giornata terminava con una medaglia d‘argento nei –65 junior sempre ad opera di Anna Polon in quanto il direttore tecnico nazionale Giovanni Parutta, vista la superiorità dimostrata dall’atleta Pordenonese nelle cadette, ha deciso di iscriverla anche negli under 21: mossa a sorpresa che però visto il risultato, si è rivelata giusta. Una condotta di gara spavalda e la sicurezza di una veterana hanno permesso alla giovane pordenonese hanno permesso di sopraffare avversarie ben più esperte, tra cui la campionessa del modo ucraina Alina Boykova.
Nella stessa categoria meno fortunata, invece, la vice campionessa europea Tiziana Polonia, vincitrice di due incontri, ma poi vittima di un girone proibitivo e una giornata no.
Nella seconda giornata ancora le ragazze in evidenza: nella categoria seniores ai limiti dei 65 Kg una straripante Paola Boz , atleta delle fiamme azzurre, sbaraglia tutte le avversarie fino a giungere in finale dove si arrende di pochissimo alla campionessa russa Vera Koval.
La formazione italiana si è cosi arricchita di un’altra importante medaglia d’argento, portata da un’atleta che ha sempre fornito prestazioni dal alto livello sia tecnico che agonistico. Nella categoria senior fino a –65 Kg buona prestazione di Tiziana Polonia, ma un dubbio giudizio arbitrale lascia l’amaro in bocca alla nostra atleta, che l’anno scorso conquistò un argento esemplare.
Sorprendente ma decisamente stretto il quinto posto conquistato da Fiorella Marcolina al limite degli 80 Kg. L’atleta proveniente dal basket (ma che sicuramente nel DNA ha alcuni geni dedicati alla lotta giapponese, in quanto figlia di Marino Marcolina che in passato è stato uno degli atleti più titolati del Friuli Venezia Giulia per quanto riguarda il judo) denota una tale attitudine ad uno sport di combattimento come questo che l’esordio non sembra pesarle per niente: combatte, vince, perde, rivince e nella finale per il terzo posto, la medaglia sfugge per un soffio.
Purtroppo meno redditizia la prestazione della squadra maschile:Vincendo Ficco, atleta delle fiamme azzurre, al limite degli –85 Kg, debutta con onore vincendo un incontro difficile, ma nei successivi non riesce a superare gli ottavi. Interessante comunque la performance dell’atleta barese, come anche quella di Marco Ferretti nella categoria fino a 115 Kg che, pur dando prova di ottima tecnica e personalità spiccata, doveva fermarsi ai primi incontri di un girone veramente difficile. Al limite dei 115 Kg, ottima gara di Eros Saidero: grazie ad ottime tecniche di spinta e ad un forte spirito combattivo, l’atleta friulano raggiunge gli ottavi, dove ha dovuto cedere il passo senza però dare segni di inferiorità. Buona anche la prova di Fausto Gobbi nella categoria +115 Kg, leggermente sotto il suo standard abituale ma sempre determinato a non cedere ad avversari più pesanti ed esperti.
Nella gara a squadre nuovo risalto per la nostra squadra femminile; la formazione composta da Tiziana Polonia, Paola Boz e come riserva Anna Polon si è comportata molto bene anche incontrando atlete con un peso maggiore (non essendoci nella gara a squadre categorie di peso) arrivando a disputare la finale per il terzo posto, piazzamento poi sfumato a causa di un’incomprensione arbitrale nell’ultimo incontro. Nella finale della gara a squadre femminile nulla ha potuto l’Estonia contro la squadra Russa che con tre atlete raggiungeva la bellezza di 350 Kg.
Sotto l’energica guida del tecnico Giovanni Parutta, gran conoscitore di questo sport e del suo spirito millenario, la squadra ha sempre dimostrato affiatamento e comunione di intenti tanto da suscitare ammirazione sia tra gli avversari che tra i tecnici delle altre rappresentative.
Merita una nota un altro componente della squadra: l’arbitro internazionale di sumo Cristiano Malloppi che si è dimostrato il miglior arbitro dell’intero torneo tanto che dai colleghi europei è stato soprannominato il “Collina” del sumo, visto al sua sicurezza e decisione nel gestire le innumerevoli problematiche insorte durante lo svolgimento del campionato.
Questa edizione dei campionati europei nonostante alcuni disagi logistici legati alla sede di gara ha dimostrato con l’introduzione dei cadetti che il sumo è uno sport alla portata di tutti, piccoli e grandi, e che dopo il riconoscimento da parte del CIO di Sport d’Interesse Olimpico passo dopo passo sta accorciando le distanze per divenire una vera e propria Disciplina Olimpica.
La numerosa partecipazione dei cadetti a livello europeo dimostra che il sumo sportivo stà realmente e che quindi sarà necessario avviare sull’intero territorio nazionale un lavoro di promozione ed informazione più incisivo e razionale che permetta di individuare tecnici e collaboratori al fine di formare ulteriori atleti validi e competitivi provenienti da vari settori della FIJLKAM.

Particolare ringraziamento al Presidente Pellicone ed al M° Antonio Cadullo, Presidente della Commissione Sumo della FIJLKAM, che hanno reso possibile la partecipazione a questo Campionato Europeo.Un grazie anche ai dirigenti della società Sekai Budo Pordenone, G. Fenati Spilimbergo, Heiwa di Udine, Hi Mizu Kaze di Pordenone, Judo Club Milano ad al dirigente delle Fiamme Azzurre, Giuseppe Mammone ed al tecnico Roberto Tamanti per la collaborazione e la disponibilità dimostrata in occasione di questo evento.

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